“Volere è potere” : Vero o Falso?
1. “Da dove nasce il desiderio di cambiare”
Spesso le persone si trovano in bloccate, in una situazione concreta o emotiva di malessere e non sanno come fare per cambiare. In alcuni caso potrebbero sapere come fare per evitare di stare “male”, ma non riescono a fare quei passi che a una parte di loro sembra semplice, ma un’altra fa resistenza e si oppone al cambiamento. Può capitare quando ci si trova male al lavoro, in una relazione, nel proprio corso di studi. Può capitare di fronte a situazioni in cui ci si aspetta di stare bene, ma non è così, ad esempio se si riesce a raggiungere un traguardo a lungo rincorso (una laurea, un matrimonio, una promozione, un figlio o una figlia tra le braccia). O ancora quando qualcun@ dall’esterno ci dice che il nostro comportamento l@ ferisce e ci chiede un cambiamento che vogliamo fare per non perdere quella relazione. Altrimenti può capitare di vivere un’esperienza particolarmente dolorosa e di non riuscire a riemergere dall’isolamento in cui la sofferenza ci vuole fare stare come dopo la morte di qualcun@ a noi car@, un aborto, o la fine di una relazione o di un’amicizia.
Eppure, nonostante l’intenzione e il provare in tutti modi a comprendersi e a cercare di stare meglio, nonostante la presenza di persone che provano a sostenere e a stare accanto, si rimane bloccati.
Perchè succede questo?
2. “Volere non basta”
In queste situazioni spesso cerchiamo di spronarci con l’idea che volere è potere: come se bastasse desiderare fortemente il cambiamento per riuscire ad ottenerlo.
Questa idea, tanto spinta da un certo tipo di pensiero, non solo non corrisponde al modo in cui funzioniamo, ma non corrisponde alla realtà.
Per tre motivi: primo non tiene conto del fatto che non sia tutto sotto il nostro controllo. Anche se cambio qualcosa in me o nella mia vita, questo non garantisce il cambiamento delle persone che abbiamo intorno.
Il secondo motivo è che non si tiene conto dell’ambivalenza che spesso è presente nel nostro sentire, proprio perchè banalmente le nostre scelte e i nostri desideri non sono tutti buoni o tutti cattivi, ma ci sono dei pro e dei contro. Se da una parte desideriamo ciò che di buono ci porterò quel cambiamento, dall’altra non non vogliamo rinunciare ai pro della situazione in cui siamo ora.
Terzo: il cambiamento ci richiede energie che non sempre abbiamo, per i motivi più diversi. Non esiste un’oggettività assoluta dentro di noi, ma una soggettività. Quello che va bene e che può essere un buon consiglio in maniera oggettiva, può non essere adatto al modo di funzionare soggettivo e al bisogno soggettivo. Noi tendiamo a giudicare i nostri comportamenti come se ci guardassimo dall’esterno, con gli occhi degli altri. Non riuscendo poi a trovare le giuste motivazioni interne che possono accompagnarci nel cambiamento.
Il legame diretto tra volere e potere può avvenire nel momento in cui conosci profondamente cosa vuoi, cosa desideri e di cosa hai bisogno. Se non ti conosci in profondità la tua volontà e il tuo corpo vanno in tilt e si muovono come automi,ma internamente non ci sentiremo nella potenza dell’andare dove desideriamo davvero.
Come uscire da questa situazione?
3. “Dove interviene la psicoterapia”
In questo caso la psicoterapia può essere uno strumento per avviare una conoscenza profonda di te e avviare un cambiamento.
Perchè la psicoterapia non è come parlare con un amico. La psicoterapia non è l’incontro con una persona, ma è uno spazio. Come terapeuta spesso cerco all’inizio di ogni percorso di creare la stanza di psicoterapia un po’ come fosse una “stanza delle necessità”: proprio come avviene ai personaggi di Harry Potter, per entrare bisogna pensare a ciò di cui si ha bisogno. Nello spazio della terapia allora troverà spazio quel bisogno. Proveremo a comprenderlo, a capire che origine ha (viene da te, viene dalle aspettative familiari e/o sociali). Cercheremo insieme poi cosa ti blocca nel percorso di cambiamento, come mai se la tua volontà di cambiamento è così forte non riesci a concretizzarla. Questo sarà possibilie lasciando al tuo sentire e al tuo bisogno uno spazio protetto in cui potersi esprimere, uno spazio che nella quotidianità che richiede un continuo fare, per attivarsi e correre è difficile trovare. La stanza di psicoterapia, che sia un luogo fisico o mentale, diventa un incontro con l’altro e con se stessi, alla ricerca della via migliore (non giusta, perchè non esiste quella giusta o sbagliata) per costruire se stess@ e il proprio percorso di vita un passo alla volta.
E il volere è potere che fine fa?
4. “Volere è potere di riconoscimento”
Volere è potere, ma cosa è in mio potere? Nel momento della fatica e dello stallo se fosse in tuo potere muoverti e rivoluzionare il tuo sentire, probabilmente l’avresti già fatto. Se ancora ti senti bloccat@. Il tuo potere è riconoscere che hai bisogno di prenderti cura di te, delle tue ferite, del tuo stare male, chiedendo aiuto.
Sembra facile, ma spesso ciò che blocca le persone dall’intraprendere un percorso di terapia è proprio fare questo passo, che sia una chiamata, mandare un messaggio.. C’è sempre un dopo, c’è sempre un “adesso sistemo questo e poi andrà meglio”. Se è un po’ che sei in questo loop, allora guarda nel menù del sito, compila il modulo contatti e dai inizio al tuo percorso di cambiamento.


